Il paesaggio ungherese è caratterizzato da un’immensa e infinita prateria, la Puszta ungherese, che si alterna a zone umide. E’ un paesaggio molto particolare, dove lo sguardo non è interrotto quasi da nulla, se non dalle poche fattorie presenti e dove il silenzio regna sovrano. Il Parco Nazionale di Hortobàgy, dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1999, è parte della pianura Tisza dell’Ungheria orientale, circondata da due principali insediamenti Tiszafured e la città di Debrecen. Hortobàgy è la più grande area protetta in Europa centrale e grazie ai suoi pascoli fornisce un habitat perfetto per diverse specie di uccelli (sono state registrate circa 342 specie). 
Sono partita insieme ad altri amici fotografi principalmente per vedere le aquile di mare che svernano in questa immensa pianura, ma con grande sorpresa sono riuscita a fotografare anche diverse specie di animali, come la Poiana, lo Sparviere, il Picchio rosso maggiore e mezzano, il Picchio muratore, il Frosone, le varie Cince, le Oche, lo Scoiattolo e la Volpe. Siamo partiti con due macchine da Roma facendo in totale 3000 km… un’avventura! Consiglio vivamente di prendere l’aereo fino a Budapest e poi noleggiare un’auto per muoversi in libertà.

Appena arrivata in Ungheria sono stata catturata da un paesaggio quasi surreale. Si era da poco sciolta la neve e i campi allagati, formavano dei veri e propri stagni.

 

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Il primo giorno siamo andati alla ricerca dei Gufi comuni, infatti il guardiaparco ci aveva parlato di alcuni posatoi al centro del paese. Non ne ho mai visti così tanti tutti insieme in vita mia! Sonnecchiavano beatamente sugli alberi della strada e dei giardini privati. E’ stato veramente emozionante!

 

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Nel Parco sono stati realizzati dei fantastici capanni costruiti esclusivamente per la fotografia naturalistica, caratterizzati da particolari vetri specchiati sulle feritoie che permettono di fotografare soggetti anche molto vicini senza essere visti. In questi capanni si entra la mattina una/due ore prima dell’alba e si esce solo quando ormai il cielo è buio, questo ovviamente per non disturbare gli animali, in particolari modo le aquile di mare che sono uccelli molto diffidenti.

A proposito di Aquile di mare! Eccole planare davanti a noi, così maestose, così belle e noi in silenzio assoluto nel capanno!

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Questo viaggio è stato prevalentemente a carattere ornitologico e comunque foto-naturalistico.
L’ungheria è un territorio ricco di di stagni e paludi, siti importanti per la riproduzione degli uccelli stanziali e per quelli migratori. In ogni periodo dell’anno è possibile fotografare diverse specie, ma l’attrazione principale del parco di Hortobagy è sicuramente la migrazione delle Gru. Io sono andata alla fine di Febbraio e ne ho viste passare solo qualcuna in lontananza.

Il viaggio è stato ampiamente ripagato dall’osservazione di altri animali:

 

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Ho fatto un piccolo video, lo trovate qui.

Per chi volesse recarsi a Hortobàgy consiglio di visitare il sito degli organizzatori dove troverete informazioni utili per fotografare nei loro capanni.

http://www.sakertour.com

Ringrazio il mio amico e compagno di viaggio Michele Arcella

Cristina Annibali